Giovedì, 20 Luglio 2017 02:00

SUD SUDAN. CONFLITTO E CARESTIA: 6 MILIONI DI PERSONE A RISCHIO

Il più giovane Paese al mondo. Nel 2011, dopo l'indipendenza raggiunta con la secessione dal Sudan e grazie alle ingenti risorse petrolifere in grado di sostenere la sua giovane economia, l'ottimismo del Sud Sudan era alto.

Vita breve all'ottimismo perché di lì a poco emergeranno forti tensioni tra i due principali leader del paese: il presidente Salva Kiir e il vicepresidente Riek Machar. Tutto il resto attiene alla più triste e violenta cronaca di guerra : devastazione e carestie.

Non si fa in fretta a dire "carestia", non è una di quelle parole volte ad intensificare la drammaticità della situazione di un Paese in conflitto, la "carestia" può essere dichiarata solo in condizioni molto specifiche: "quando in una zona almeno il 20 per cento delle famiglie ha livelli estremi di carenza di cibo e limitata capacità di risposta; quando i tassi di malnutrizione acuta superano il 30 per cento; e quando il tasso giornaliero di mortalità della popolazione supera i due adulti su diecimila".

La prima stretta esigenza, oltre l'immediato stop al conflitto, attiene dunque all'emergenza alimentare per frenare la rovinosa avanzata della carestia che sta mettendo in ginocchio 6 milioni di persone. E' in questo ambito che il VIDES ha elaborato un piano di intervento a lungo termine attraverso il progetto "Women empowerment e sviluppo agricolo sostenibile per il raggiungimento della sicurezza alimentare in Sud Sudan", finalizzato a "rafforzare la sicurezza alimentare e migliorare la qualità della vita della popolazione rurale della contea di Juba, promuovendo il sostegno alle donne tramite l'equo accesso alle risorse.

                                                Donne in formazione agricola nel distretto di Juba

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In particolare il progetto è volto ad aumentare e diversificare la produzione agricola - dipendente dalle piogge e caratterizzata da notevoli mancanze in termini di imput, strutture e conoscenze - introdurre pratiche di allevamento sostenibile ed incrementare, attraverso la formazione, la produzione e commercializzazione dei prodotti agricoli di 150 donne che vivono nel distretto di Gumbo".

Un progetto che oltre a far fronte l'attualissima emergenza vuole porre le basi per uno sviluppo locale, la sola arma per far si che la popolazione non sia costretta a migrare in cerca di salvezza e cibo.

 

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Il VIDES crede nell’intuizione di Don Bosco e di Madre Mazzarello che sia possibile educare i giovani ad essere protagonisti della propria realizzazione, riconoscendo particolare valore all’educazione, promozione e formazione, onde assicurare loro uno sviluppo adeguato ai tempi e al progresso tecnologico nella società.

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