PROGETTO EDU TOP: si è concluso a Roma il progetto triennale che ha coinvolto 13.000 giovani libanesi, unendo istituzioni e cooperazione nel segno dell’educazione tecnica e professionale.
A Roma, il 14 aprile 2026 – Nella cornice del CFP Ciofs-Fp Lazio, nel cuore del quartiere Testaccio, si è tenuto l’evento conclusivo del progetto EDU TOP (Educazione Tecnica e professionale per migliorare le competenze, le Opportunità per il lavoro dignitoso e la Prosperità per i giovani vulnerabili del Libano). Un’iniziativa ambiziosa, finanziata dall’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che ha visto il VIDES impegnato in prima linea come partner dell’ONG capofila COMI.
L’incontro non è stato solo un momento di rendicontazione tecnica, ma una testimonianza viva di come la cooperazione allo sviluppo possa trasformarsi in un ponte di speranza tra Italia e Libano.
I numeri del cambiamento
Il progetto EDU TOP ha lasciato un segno tangibile in 5 regioni libanesi, puntando sulla qualità e l’inclusione della formazione professionale. Grazie a questo intervento è stato possibile:
- Aggiornare i curricula formativi per rispondere alle reali sfide del mercato.
- Riqualificare il corpo docente.
- Allestire laboratori didattici d’eccellenza in 22 centri di formazione nei settori dell’informatica, dell’infermieristica e della gioielleria.
- Coinvolgere circa 13.000 ragazzi e ragazze (dai 14 ai 19 anni), fornendo loro gli strumenti per costruire un futuro dignitoso in una terra martoriata dalla crisi.
Un mosaico di testimonianze
L'evento ha visto la partecipazione attiva di circa 50 studenti romani, che hanno potuto ascoltare le voci dei protagonisti. Dopo i saluti istituzionali di Suor Novella Gigli, Suor Manuela Robazza (Ciofs) e del Dott. Davide Martina (AICS), il dibattito è entrato nel vivo.
Suor Francesca Barbanera (VIDES) ha ricordato il senso profondo della presenza missionaria in Libano, sottolineando l’impegno costante dell’associazione nella tutela dei diritti e dell’istruzione. Successivamente, Massimo Peron (Fondazione CIOFS FP ETS) ha evidenziato come l’eccellenza del metodo formativo salesiano possa essere un modello vincente da "esportare" attraverso la cooperazione internazionale.
La voce del Libano: come la Fenice
Il momento più toccante della mattinata è stato il collegamento con il Libano. Suor Lina Abou Naoum (FMA Beirut), Jessica Akl (COMI ETS) e Abboud Bejjani (Don Bosco Cultural Centre) hanno offerto uno spaccato crudo ma colmo di speranza sulla realtà attuale del Paese.
Nonostante la gravissima crisi economica e sociale, il messaggio arrivato da Beirut è chiaro: il popolo libanese è come la Fenice, capace di rinascere costantemente dalle proprie ceneri. "In assenza di un sistema che li protegga, i libanesi sono diventati il sistema l'uno per l'altro", è stato detto durante gli interventi. Il desiderio di futuro non è un’illusione, ma una scelta politica e morale: il rifiuto di scomparire.
"Troppo grande per essere inghiottito"
Citando Raymond Eddé, è stato ricordato che "Il Libano è troppo piccolo per essere diviso, ma troppo grande per essere inghiottito". Un mosaico di 18 confessioni religiose in un territorio minuscolo, dove la convivenza non è solo una sfida, ma l’unica via per la sopravvivenza.
L’identità del Libano sfida la logica dei confini geografici. Il progetto EDU TOP si chiude con una consapevolezza preziosa: un Paese non si definisce per la sua estensione sulla mappa, ma per la forza dei legami tra i suoi cittadini. E il VIDES, insieme ai suoi partner, continuerà a sostenere questi legami, perché l’identità di un popolo sarà sempre più forte della geografia e della politica.

